Alla scoperta delle piante adattogene

Le  adattogene sono di grande attualità, ma entrano nella classificazione fitoterapica classica solo in tempi recenti.

Tra le adattogene vengono inserite le piante che aiutano a sostenere lo stress fisiologico, mentale, emotivo  e che garantiscono un “adattamento” alle condizioni di disequilibrio date dai periodi stressori che spesso si vivono nell’arco della propria vita. Dalla loro assunzione  ne consegue che si attivano delle condizioni migliorative che aiutano a rimanere più resistenti a malattie e squilibri.

Le piante adattogene vengono assunte da studenti,  da sportivi, da coloro che sostengono grandi moli lavorative, da chi soffre i cambi di stagione, da chi è carente di energia. I ritmi incessanti della nostra società hanno portato a creare un ambiente debilitante per gli esseri viventi andando a spingerli oltre rispetto alle proprie capacità fisiche e mentali. Una trasformazione che ci ha visti protagonisti in tal direzione soprattutto negli ultimi 100 anni

La storia degli adattogeni risale  agli albori delle medicine tradizionali orientali e sudamericani, ma il loro studio e approfondimento risalgono ai tempi moderni, nel 1947, in particolare grazie agli  scienziati Lazarev  per primo e  a seguire il dott. Brekhman.

Le sostanze adattogene per essere tali devono avere queste caratteristiche particolari:
  • Aumentare nel corpo resistenza contro molteplici fattori stressori, includendo quelli fisici, biologici, chimici. Questa azione si chiamo risposta NON specifica;
  • Deve mirare a portare e garantire l’equilibrio dell’organismo in generale, garantendo l’omeostasi attraverso un bilanciamento che coinvolge in particolare sistemi endocrino e immunitario;
  • Non deve essere tossica.

Nello specifico influenzano lo stress che si innesca come risposta a sollecitazioni che arrivano dall’esterno o dall’interno dell’organismo. La risposta che ne deriva innesca reazioni a breve e lungo termine che agiscono su funzionalità  di organi specifici (infiammazioni, aumento frequenza cardiaca e respiratoria, motilità intestinale, indebolimento immunitario) e ormonali (aumento degli ormoni glucocorticoidi). Ne deriva che la loro azione interviene in modo significativo sull’asse ipotalamo-ipofisiario creando un’azione aspecifica diretta su sistema nervoso centrale e ormonale.

Ne consegue che si normalizzano le produzioni di ormoni, l’energia a sostegno della componente stressoria aumenta e le risposte fisiologiche allo stress ritornano alla normalità.

In generale la letteratura in ambito delle piante adattogene ci offre tanti spunti importanti e che coinvolgono queste azioni mirate; che possiamo raggruppare così:

  • Convalescenza;
  • Tono dell’umore;
  • Sostegno di problematiche metaboliche;
  • Riduzione affaticamento psico-fisico;
  • Potenziamento del sistema immunitario.

Gli adattogeni più conosciuti e diffusi sono i seguenti:

  • Rodiola Rhosea: Stanchezza, stress fisico mentale e emotivo, energia, qualità del sonno, memoria;
  • Eleuterococco (o ginseng siberiano): convalescenza, forti esaurimenti psico-fisici, aumento della resistenza a stimoli sterni estremi;
  • Maca: tonico-energetico, equilibrio ormonale;
  • Guaranà: metabolismo lento, energia circolante;
  • Schisandra: stanchezza e forte senso di affaticamento, equilibrio ormonale sudorazione; secondo la MTC è definita un tonico astringente per reni e polmoni;
  • Ginseng: tonico nervoso, libido maschile;
  • Astragalo: sostegno difese immunitarie.

Queste piante le possiamo trovare in capsule, liquidi (tinture madri, gemmoderivati, estratti acquosi), polvere. Il loro uso può essere frazionato durante la giornata ma anche presentato abbinato a latti di origine vegetale, succhi di frutta, estratti vegetali. La loro gestione deve seguire un calendario preciso, redatto dall’esperto che li consiglia. È importante non assumerli per più di sei settimane senza fare uno stop di almeno una settimana.

I loro benefici si iniziano a notare dopo alcune settimane e possono dare effetti diversi a seconda della persona. E’ importante annotarsi i cambiamenti che solitamente spingono nella direzione di maggiore forza e concentrazione.

Non vanno assunti da coloro che assumono farmaci, donne in gravidanza e allattamento, previo consulto con il medico che ne verifichi l’interazione.

Le piante adattogene diventano delle grandi alleate, a conferma del fatto che la natura ci offre molte possibilità a sostegno del nostro equilibrio e  da loro ci si permette di estrarne proprio la forza insita che hanno. Esse sono infatti piante che si sono adattate a condizioni estreme e stressanti. Questa loro capacità le ha portate a rendere potenti e a offrire, tramite i loro principi, anche maggiore capacità di adattamento. Sebbene spesso non vengano comprese, proprio per la loro caratteristica di essere definite aspecifiche, la loro azione diviene mirata  proprio alla fonte dello specifico disequilibrio che a cascata ha portato il malessere.

Queste grandi sconosciute vale la pena conoscerle meglio: sapranno offrirci una spinta in più all’auto-conoscenza e al ripristino del proprio equilibrio psico-fisico-energetico.