Il 2021 ci sta lasciando e questi giorni li sto dedicando a fissare e ad imprimere cos’è stato di quest’anno appena trascorso. In particolare mi sto soffermando sui risultati raggiunti, le soddisfazioni che ho ottenuto e ciò che ho ricevuto.
Mi stanno aiutando due concetti: quello di destino e quello di destinazione. Sono due parole unite dalla stessa radice, mi fanno fluire e mi aiutano in questa analisi.
Destinazione, deriva dal greco ìstemi che significa fermo; indica la meta raggiunta: arriviamo a destinazione dopo un viaggio, un cammino, un percorso. Ogni nostro obbiettivo raggiunto può essere paragonato alla destinazione e quindi alla realizzazione, al senso dell’azione e della creatività che si manifestano, alla necessità di fermarsi e di raccogliere i risultati.
Anche l’etimologia di destino ci conduce allo stare fermo. La staticità del destino è la somma di tutto ciò che viene fatto, agito, concretizzato e determina la memoria di tutto quel che è stato e che influisce sull’uomo. Il destino è “fisso” di esperienze e non può cambiare, perché è il frutto di quanto già generato dall’essere umano stesso. Si comprende quindi che è l’essere umano a determinare il proprio destino, proprio grazie alle sue scelte, che porteranno a nuove destinazioni che a loro volta si realizzeranno nuovamente in destino.
Questo distinguo è utilissimo: ci indica cosa fissare e ci stimola a perpetrare i nostri obbiettivi.
E’ giunto il momento quindi di fermarsi e osservare cosa ne è stato di noi, delle nostre azioni e di come abbiamo portato avanti i nostri progetti.
Perché fare questo?
Per poter mantenere costante il nostro flusso di azioni rivolte a raggiungere le nostre destinazioni, per poter essere gli artefici del nostro destino e per sentirsi totalmente responsabili e parte attiva della nostra realtà.
Vi voglio suggerire un elenco di categorie da indagare e qualche spunto utile per poter far emergere risultati e nuove mete.
- Relazioni: soffermati su chi incontri ogni giorno – la tua famiglia, l’ambito lavorativo, le amicizie – soffermati su ciò che ti ha corrisposto, su quelle cose che vuoi tenere nel cuore;
- Corpo: cibo, movimento, riposo, sessualità, elasticità, energia, forza. Hai scelto di mangiare bene? E il corpo: l’hai mosso a sufficienza? Hai introdotto una nuova routine per il tuo benessere fisico che ha contribuito a farti stare meglio? Riposi e dormi a sufficienza?
- Mente: pensieri, studio, conoscenza, sviluppo cognitivo. Ti sei preso cura dei tuoi pensieri? Corrispondono ai tuoi valori? Hanno migliorato la tua quotidianità?
- Consapevolezza: ti sei sentito fedele a te stesso, è aumentato il senso di te?
- Ambiente: ti sei preso cura della tua casa, dell’ufficio? Quali migliorie vuoi fissare? Hai fatto qualcosa per la sostenibilità ecologica?
Le stesse categorie possono poi essere da stimolo per suggerire progetti nuovi e miglioramenti da portare nel nostro cammino.
Come vedrete, ognuno di questi punti tocca tutti gli ambiti della nostra esistenza: non dovremmo mai dimenticarcene e importante sarà puntare a renderle equivalenti tra di loro.
Scoprirete che divenire consapevoli di ogni parte di voi è un bisogno esistenziale che contribuisce alla qualità della vita e a renderla migliore.
Concludo con le parole di un poeta inglese dell’Ottocento, W.E. Henley, rese note da Nelson Mandela, affinché possano ispirarvi e accompagnarvi in queste ore di passaggio tra un’anno e l’altro, con l’augurio di poter sentire realmente di essere i padroni del vostro destino.
Dal profondo della notte che mi ricopre
Nera come il pozzo da un polo all’altro
Ringrazio gli dei qualunque essi siano
Per la mia indomabile anima.
Nella stretta morsa delle avversità
Non mi sono tirato indietro né ho gridato.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma indomito.
Oltre questo luogo di collera e lacrime
Incombe solo l’orrore delle ombre.
Eppure la minaccia degli anni
Mi trova, e mi troverà, senza paura.
Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.